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Deficit di erezione: quando la donna ci mette lo zampino

È opinione diffusa che, di fronte ad un disturbo dell’erezione, il problema sia esclusivamente da ascrivere all’uomo. Tant’è che spesso e volentieri, la partner (oggi parliamo esclusivamente di coppie etero) fa spallucce e lancia l’ultimatum: ”Il problema è tuo, risolvitelo!”. Eppure può capitare che sia proprio la donna ad essere il fattore scatenante della disfunzione erettile e per diversi motivi. Vediamo quali.

PRESENZA DI DISFUNZIONE SESSUALE FEMMINILE

E qui casca l’asino. Spesso partners entrambi disfunzionanti sessualmente si ritrovano ad essere ben assortiti: in caso di deficit erettivo non è inusuale trovare una donna con vaginismo, ad esempio. O ancora la partner può manifestare anorgasmia, dispareunia, problemi di eccitazione oppure un calo del desiderio e dell’interesse sessuale. In questo caso l’uomo va a colludere con la condizione problematica della donna, la sua risposta sessuale si inceppa e il deficit si innesca. Pertanto la coppia si ritroverà a dover gestire non uno ma ben due disturbi sessuali. Sarà compito del terapeuta capire che il problema maschile è secondario a quello femminile e impostare una terapia sessuale adeguata.

PROBLEMI RELAZIONALI

photo by earl53
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Avere rapporti sessuali frequenti e soddisfacenti è strettamente connesso ad una maggiore presenza di affetto, coesione e sostegno morale e verbale; di contro, una coppia con difficoltà a comunicare e a dialogare, oltre che condividere emozioni e pensieri, potrebbe presentare difficoltà anche nella comunicazione sessuale. Da qui il passo è breve: coppie incapaci di risolvere i problemi quotidiani hanno una maggiore probabilità di provare alti livelli di frustrazione, collera e risentimento l’uno verso l’altro che non fanno per niente bene alla sessualità, la quale può essere minata da un drastico calo del desiderio oltre che da un deficit erettivo, appunto. Se i coniugi poi si ritrovano in una situazione del tipo “Guerra dei Roses” dove le giornate sono passate a denigrarsi, insultarsi, accusarsi a vicenda, è molto difficile che la sessualità non ne risenta. E la questione diventa delicata perché la donna potrebbe arrivare al punto di usare l’arma della disfunzione sessuale del marito per punire e sminuire.

 

TURBE DELLA PERSONALITA’ FEMMINILE

Non spariamo sulle Croce Rossa, direte. Insomma, è vero, noi donne siamo complicate, ma questa è un’altra storia. Qui parlo di patologie vere e proprie o di tratti di personalità talmente rigidi da determinare situazioni pesanti da vivere nel quotidiano. Immaginate una partner possessiva, soffocante e gelosa. Che controlla ogni movimento del compagno, monitora uscite, amicizie, traffico del cellulare (perché magari non ha ancora ottenuto la password dell’e mail). Oppure una donna intransigente, rigida, che comanda. Una dominante, che dice cosa fare, ma soprattutto quando e come farlo. Qui siamo al limite, ma se pensiamo a vere e proprie patologie allora potremmo citare il disturbo paranoide, istrionico o ossessivo di personalità. E immaginate come possa sentirsi un uomo, succube e manipolato dalla sua compagna, esautorato dal ruolo maschile perché pure quello ricoperto dalla partner. In presenza di situazioni del genere è normalissimo che il maschio sviluppi delle difficoltà, che siano personali, relazionali o sessuali.

REAZIONI INADEGUATE AL DEFICIT ERETTIVO

photo by lauramusikanski
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Partiamo dal presupposto che il sintomo c’è già e pertanto il ruolo della donna in questo caso non sarà quello di fattore scatenante ma di fattore di mantenimento/peggioramento. Sì perché provate a immaginare come si possa sentire un uomo (che già presenta una disfunzione sessuale) se, di fronte alla defaillance sessuale, vede la sua donna fare smorfie di disapprovazione, di stizza e nervosismo. Oppure avere una compagna che si lancia in paragoni con amanti precedenti, o situazioni passate, o che sa solo rimproverarlo di “non essere in grado”. Come minimo potremmo osservare una conseguente destabilizzazione della posizione maschile. Oltre alle donne accusanti, ci sono anche quelle auto colpevolizzanti che, comunque, non aiutano; queste donne si caricano della responsabilità del problema, pensando di non essere più sessualmente attraenti o che addirittura il marito abbia un’altra.

La compagna gioca un ruolo fondamentale nella risoluzione del deficit erettivo, ma non sempre possiede la capacità e la sensibilità di rendersene conto. Sarà compito del sessuologo pertanto, aiutarla nell’identificare la presenza di un problema “di coppia”, nel consapevolizzarla verso i comportamenti inibenti dimostrati fin’ora e trasformarli in comportamenti stimolanti e di sostegno, primo fra tutti aderire alla terapia come parte integrante di essa.

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