greyerbaby (4)

Adolescenti incinte: quando non è sempre un errore accidentale.

In una società in cui si tende a diventare mamma over trenta, se non addirittura over quaranta, l’idea di adolescenti incinte lascia ancora più disorientati perché si pensa come mai, con tutti i contraccettivi che ci sono, sia potuto accadere, perché non ci abbia pensato prima o ancora che si ritroverà con la vita segnata da un impegno troppo grande per la giovane età.

(3)Rimanere incinte in adolescenza o a vent’anni certo può essere un errore ma anche no perché, a ben guardare, le motivazioni alla base di una gravidanza prematura (dal punto di vista sociale ma non biologico, attenzione!) sono diverse e altrettanto differenti tra di loro.Spesso il minimo comun denominatore è la condizione socio-economica, nella maggior parte dei casi difficoltosa e con la presenza di segni di trascuratezza familiari. Per questo motivo capita che la ragazza non cerchi razionalmente la gravidanza ma una volta incinta, usi l’evento per attirare su di sé l’attenzione di una famiglia assente. Ci sono poi casi in cui la giovane ha bisogno di provare a se stessa di essere fertile e “femmina”, di avere un corpo che funziona e una relazione seria e stabile; è una sorta di “prova del fuoco” che però nella maggior parte dei casi termina con un’interruzione di gravidanza. In un certo senso è come se si volesse fare l’esperienza “del pancione” ma non si desideri realmente la maternità, intesa come assunzione di ruolo genitoriale e accudimento e crescita del figlio. Oppure può capitare che si decida, insieme al compagno, di mettere su famiglia per adempiere una sorta di rito di passaggio verso l’età adulta in quanto si sente comunque la necessità da una parte e la capacità dall’altra di assumersi una così grande responsabilità. Come precedentemente detto, le famiglie di origine sono spesso assenti e tendenti ad isolare la ragazza sia dal punto relazionale che affettivo ed è per questo che quest’ultima potrebbe utilizzare la gravidanza per procurarsi un’identità sociale derivante dallo status di madre. Insomma, come se fosse solo il figlio a darle un posto nel mondo. Infine può capitare l’”incidente di percorso”, ovvero una gravidanza indesiderata. Questo concetto è recente in quanto, con l’avvento della contraccezione, è più facile che un figlio venga pianificato piuttosto che il contrario. Una pillola dimenticata, un preservativo che si rompe, un coito interrotto troppo tardi, sono tutti esempi di fallimenti della contraccezione. Può capitare, per questo è necessario formare i ragazzi anche nella prevenzione dei fallimenti della contraccezione. In questo caso la ragazza dovrà scegliere se tenere o meno il bambino; decisione delicata vista la giovane età e la portata dell’impegno. Certo è che una positiva reazione del contesto familiare ed affettivo potrebbe fare la differenza, aiutandola nel crescere non solo il piccolo ma sostenerla nel doppio impegno evolutivo che dovrà affrontare: diventare madre e donna adulta.

Lascia una risposta