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Cyberbullismo – parte seconda : imparare a difendersi

Chi è vittima di cyberbullismo conosce a fondo la vergogna. Quella vera, quella che ti distrugge e che ti porta a voler sparire dalla faccia della Terra. Abbiamo vergogna quando una parte intima di noi viene svelata, in modo violento ed irreparabile. L’emozione è talmente devastante che una ricerca condotta su 8 mila adolescenti di 18 regioni italiane ha rilevato che, tra le vittime di cyberbullismo, il 46% ha pensato almeno ad una volta al suicidio e il 32% ha avuto condotte autolesive. Prima dell’idea suicidaria il 75% ha sofferto di depressione, il 57% di bulimia, il 43% di anoressia.

Come evitare tutto questo? Tutelandosi.

Come? In questo modo.

  • Evitare di dare informazioni personali (nome, indirizzo, numero di telefono, età, scuola frequentata e località, nome degli amici/parenti) se la persona che incontri online ti è sconosciuta (es. nelle chat di giochi o di social network);
  • Creare password complesse e originali (ma che vengano ricordate!) diverse tra loro;
  • Non condividere le password con i tuoi amici ma solo con i tuoi genitori;
  • Non incontrare MAI di persona e da solo qualcuno conosciuto su internet;
  • Non rispondere a messaggi che mettono confusione o disagio (in caso ignorare e avvertire i genitori o un adulto);
  • Non usare un linguaggio offensivo né mandare messaggi volgari.
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E se, nonostante le accortezze, si è vittima di attacchi? Per prima cosa bisogna farsi coraggio e, nonostante la vergogna, segnalare il fatto ad un adulto di riferimento (genitore, educatore, insegnante). Oltre a:

  • Ignorare le provocazioni mantenendo la calma;
  • Registrare su un diario gli abusi subiti per ricordare i dettagli in caso di denuncia;
  • Evitare di rispondere a mail o messaggi molesti od offensivi;
  • Non mostrare rabbia o timore;
  • Non rispondere a chi offende in chat;
  • Cambiare il nickname;
  • Cambiare numero di cellulare e darlo a pochi amici;
  • Filtrare e – mail moleste usando lo spam;
  • Bloccare il profilo o il contatto della persona che infastidisce cosicchè non potrà più entrare in contatto;
  • Segnalare il profilo tramite l’opzione presente in alcuni social network;
  • Contattare la polizia in caso di minaccia fisica e/o sessuale.

Da poche settimane in Italia è entrata finalmente in vigore la legge che tutela le vittime di cyberbullismo, le quali, anche se minorenni, potranno chiedere direttamente al gestore del sito l’oscuramento o la rimozione della “cyber aggressione” senza che il genitore lo sappia. Nel caso in cui il gestore ignori l’allarme, la vittima, stavolta con il genitore informato, potrà rivolgersi al Garante per la Privacy che entro 48 ore dovrà intervenire. La legge, tra l’altro, stabilisce la “procedura di ammonimento” come nella legge anti-stalking: il “bullo” over 14 sarà convocato dal Questore insieme ai genitori e gli effetti dell'”ammonimento” cesseranno solo una volta maggiorenne. Infine ogni scuola dovrà individuare tra i professori un addetto al contrasto e alla prevenzione del “cyberbullismo” che potrà avvalersi della collaborazione delle Forze di Polizia.

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