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Violenza familiare e bambini: gli effetti a lungo termine

“Circondatevi di persone con le quali vi sentite forti mostrandovi deboli”.

Ho trovato questa frase, scritta di mio pugno, sulla seconda di copertina di un libro di Van der Kolk. Onestamente, vi dirò, non so di chi sia. Potrebbe essere che l’abbia inventata io ma è passato talmente tanto tempo che non mi ricordo. E se fosse mia, ammetto di essere stata proprio brava. Dovremmo farlo tutti, ognuno di noi dovrebbe cercare di circondarsi di persone così, ma soprattutto dovrebbero farlo coloro i quali hanno passato l’inferno di essere stati spettatori o, peggio ancora, vittime di maltrattamenti fisici, sessuali o psicologici. La maggior parte di questi eventi avviene all’interno del nucleo familiare, cronicizzandosi e rendendo difficile sia la presa di coscienza che l’individuazione dall’esterno. Il dolore per un bambino vittima di violenza è indicibile, ma non pensate che le cose migliorino con la crescita perché gli effetti in età adolescenziale ed adulta sono veramente pesanti e si traducono nella Sindrome Traumatica dello Sviluppo (Van der Kolk, Il corpo accusa il colpo, 2005) con i seguenti sintomi:

  • disregolazione emotiva;
  • ridotto controllo degli impulsi;
  • condotte aggressive;
  • mancanza di attenzione;
  • problemi somatici (mal di testa, disturbi gastrointestinali, dolore cronico, ecc.);
  • problemi del sonno e dell’alimentazione;
  • sfiducia, diffidenza e timore verso gli altri;
  • isolamento sociale;
  • cronici sentimenti di vergogna, incapacità, odio verso se stessi, bassa autostima, ecc.

Essere stati bambini vittime o spettatori di violenza è ciò che di più tremendo e psichicamente devastante possa accadere. Eppure ci si può salvare. Spesso ogni persona ha trovato un proprio modo per proteggersi: c’è chi si è rintanato nella musica, chi nei libri, chi si immaginava storie fantastiche, chi si isolava, non facendo così entrare nella propria anima il dolore e la paura. Tutto questo però lascia strascichi, e non da poco: i bambini traumatizzati saranno adulti insicuri, timorosi, gelosi,  diffidenti. E alla costante ricerca di amore. Ma è come una maledizione: non basta tutto l’amore del mondo. C’è sempre un vuoto da riempire. Una costante sensazione di fame affettiva da saziare.

All’interno di una famiglia violenta il figlio è uno dei tanti anelli di una catena che però si può spezzare: serve molto coraggio perché il percorso di salvezza è difficile e molto duro. Van der Kolk ha creato negli anni un protocollo per riabilitare adulti che sono stati bambini vittime di violenza: EMDR, psicoterapia, ipnosi, yoga, meditazione, lavoro corporeo sono gli strumenti cardine per un possibile recupero della normalità. La psicoterapia funziona dando risultati pregevoli ma chiariamo: non può restituire l’amore mancato. Per questo ci vuole coraggio e per chi ha vissuto un’infanzia traumatica il ritorno alla vita è meraviglioso quanto complesso.

Se sei stato un bambino maltrattato ce la puoi fare.

Perché sei sopravvissuto.

Perché ti sei salvato.

Perchè per tutto questo sei speciale.

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